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PROGRAMMA SETTEMBRE 2019



TEATRO DEL LAVORO
TEATRO TEATRO TONDO 2019
PROPOSTA TEATRALE PER Le FAMIGLE
ASSOCIAZIONE LA TERRA GALLEGGIANTE


Inizia la rassegna di teatro di figura Teatro Teatro Tondo, proposta da La Terra Galleggiante, cinque appuntamenti domenicali per ragazzi e adulti, un’importante occasione per condividere insieme stimoli ed emozioni.
Le domeniche del 20 - 27 ottobre e 03 – 10 - 17 novembre, due repliche pomeridiane alle 15,30 e alle 18,00

Il Teatro di Figura, un linguaggio sempre familiare.
Anche quest'anno parte la rassegna dedicata alle famiglie Teatro Teatro Tondo. Siamo arrivati alla terza edizione e non nascondiamo che, senza alcun sostegno pubblico o privato, il merito per questa continuità vada soprattutto alle compagnie che di volta in volta hanno accettato di essere parte di un progetto indipendentemente da ogni calcolo economico o di qualsiasi altra convenienza. Questa amicizia, questa comprensione e questa condivisione del progetto Teatro del Lavoro ci conforta nell'affrontare di anno in anno il duro compito di radicare nella nostra cittadina proposte culturali lineari e continuative, che vadano al di là della sporadicità degli eventi eclatanti.  Spettacoli importanti che hanno fatto e fanno la storia del teatro di figura per ragazzi in Italia.  Un invito a partecipare a tutte le famiglie, nelle domeniche pomeriggio, con figlioli o nipoti portando magari gli amichetti dei figli per contribuire a infondere nei ragazzi quell'abitudine ad uscire di casa per frequentare il teatro. 

CONTATTI, INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
email: damiano@teatrodellavoro.it - tel. 0121.794573 - 330 425716

costo del biglietto: 5€
Teatro del Lavoro – via Chiappero 12 10064 Pinerolo (TO)


ALIGASPU’, il primo gabbiano che imparò a volare
KARUMI PROJECT

domenica 20 ottobre
ore 15,30 - 18,00 - Teatro del Lavoro

Lo spunto nasce dal romanzo breve Il gabbiano Jonathan Livingston di Richard Bach. Ma nello spettacolo si percepisce solo una vaga ispirazione al racconto, perché del personaggio letterario sopravvive solo una sorta di respiro. Il nostro gabbiano, Aligaspù, sarà il primo della sua specie che imparerà a volare e scoprirà che il mondo è davvero molto grande e pieno di opportunità, conoscerà senza giudicare, sarà sia eroe che vittima, proverà a superare i propri limiti ma capirà anche come rispettarli, avrà paura ma la combatterà, e infine scoprirà qualcosa di nuovo: l’amore.
Uno spettacolo il nostro che poggia su una storia originale ma che non vuole fermarsi ad una semplice narrazione di eventi, suggerisce, sussurra – delicatamente – attraverso un susseguirsi continuo di immagini e di suggestioni sonore.
L’obiettivo dell’autrice è quello di partire dalla propria esigenza narrativa, “osservare la bellezza e la poesia nella semplicità” come suggerisce il Karumi, dando sfogo all’urgenza di restituire una personale osservazione della realtà. Il risultato è una proposta libera da condizionamenti e da cliché, che si diverte a giocare continuamente fra poesia e divertimento.

Il gruppo, che negli anni ha fatto della sperimentazione dei linguaggi e della mescolanza delle tecniche del teatro di figura la propria cifra stilistica, nel 2016 inizia un percorso di ricerca sull’animazione della carta e la costruzione di figure espressive attraverso l’origami. Durante la fase iniziale incontra la filosofia del Karumi e questa scoperta darà un’impronta decisiva allo sviluppo del lavoro.
Karumi è la leggerezza. Karumi sono parole e immagini sobrie, prive di enfasi e retorica. Karumi è empatia. Karumi è osservare la bellezza, è saper cogliere la poesia nella frenetica vita quotidiana. Karumi è l’attrazione verso l’essenziale, è ascolto profondo. Karumi è respirare la realtà e farla fruire”.
Questa filosofia rappresenta la radice artistica di
Aligaspù, l’aspirazione, la drammaturgia, la struttura scenica, la tecnica, tutto ha come punto di riferimento il Karumi.

Durata spettacolo:
50 minuti Fascia d’età : dai 5 anni in su.

L’UCCELLO DI FUOCO
ART N/VEAU

domenica 27 ottobre
ore 15,30 - 18,00 - Teatro del Lavoro

Due attrici-danzatrici.
Un'atmosfera magica in cui i canti,i corpi e le loro trasformazioniinvitano i piccoli spettatori a colorare, con la loro fantasia, i luoghi, i personaggi e le emozioni di una fiaba senza tempo.
Lo spettacolo, rivolto agli adulti e ai bambini, è ispirato all’omonima leggenda russa in cui un principe, Ivan, con l’aiuto de L’Uccello di Fuoco libera dalle grinfie del cattivo Kascey  la principessa Vassilissa.
In scena, protagonisti della narrazione sono Corpo e Voce, contenitori di musica, movimento e colore.
Se la fiaba ha un potere che si perpetua al di là del tempo,  così certe assonanze, certe geometrie, azioni fisiche e colori possono toccare corde intime di ognuno di noi.

Lo spettacolo trae ispirazione da antiche fiabe russe , tramandate dal novellatore Afanasief, che hanno come protagonista il principe Ivan alle prese con Kascey l’immortale e l’ uccello di fuoco. L’Uccello di fuoco è una figura mitica che può identificarsi con l’araba fenice, animale simbolico che muore e rinasce dalle sue stesse ceneri in un cerchio infinto che rispecchia la ciclicità del mondo in cui vita e morte, distruzione e rinascita si susseguono.
Abbiamo preso ispirazione da diverse versioni delle favole russe e dalla trama del balletto “ L’ Uccello di fuoco”, uno dei famosi Balletti Russi di Daghilev, andato in scena per la prima volta nel 1910 all’ Opéra di Parigi con le musiche di Igor Stravinsky e le coreografie Mikhail Fokine .
La storia narra il viaggio del principe Ivan alla ricerca della principessa Vassilissa, che è stata rapita dal perfido stregone Kascey il quale , grazie alle sue unghie magiche, può pietrificare chiunque ostacoli il suo potere.
Ma Ivan ha un cuore puro e pronto ad amare, gli appare così in sogno il favoloso uccello di fuoco che gli dona una delle sue piume magiche con cui Ivan potrà chiamarlo quando avrà bisogno di aiuto. Durante il viaggio il giovane principe incontra alcuni animaletti in difficoltà ( un pesce uscito fuori dall' acqua, un uccellino caduto dal nido, una lumaca incastrata sotto un sasso), Ivan li aiuta e riceve in cambio delle canzoni consigliere che gli infondono coraggio.
Giunge finalmente al castello di Kascey dove la povera Vassilissa è rinchiusa. I due si incontrano ed è amore a prima vista. Kascey irrompe a rovinare il romantico momento e dà a Ivan tre prove da superare , pena la morte, non sapendo che il giovane ha un amico speciale.... E così si arriva al finale dello spettacolo in cui Ivan , aiutato dall'uccello di fuoco e dal pubblico riuscirà a superare le tre prove, a salvare Vassilissa e a sconfiggere Kascey. Nella lotta finale tra i due infatti , Ivan avrà il sopravvento ma deciderà di risparmiare il perfido stregone e di perdonarlo. Questo nobile gesto scioglierà l' incantesimo, Kascey perderà tutti i suoi poteri e l'amore trionferà.

Durata spettacolo:
50 minuti Fascia d’età : dai 5 anni in su.

NOCCIOLE del PIEMONTE
COLLETTIVO BILOURA

domenica 03 novembre
ore 15,30 - 18,00 - Teatro del Lavoro

“Nocciole del Piemonte” è la storia di un Cigno molto affezionato al laghetto dove è nato e sulle cui rive vive da sempre. Proveniente da una stirpe di cigni grandi ballerini classici, si allena ogni giorno coltivando il sogno di diventare prima ballerina nel Balletto di San Pietroburgo. Per quanto senta forte il desiderio di partire per seguire le orme della sua famiglia, non ha mai trovato il coraggio di volare via. Solo l’incontro con lo Scoiattolo, suonatore di violino dalla vita nomade che arriva inaspettato sulle rive del “suo” lago sconvolgendone la tranquilla quotidianità, convince il Cigno a lasciare la sua casa per andare a conoscere il mondo e, chissà, arrivare davvero a danzare nel tanto sognato Balletto Russo.
“Nocciole del Piemonte” è una favola, un racconto, che parla di amicizia, di appartenenza, della condivisione di quel posto chiamato casa, della voglia di restare mista al coraggio di andare dove non si sa. È anche una presa in giro scanzonata del bisogno di possesso, di proprietà privata, delle abitudini che diventano catene, della paura dell’estraneo, di colui che è diverso e che profuma di mondi sconosciuti. È un inno alla conoscenza, alla scoperta, al superamento dei propri limiti, al coraggio di andare incontro ai propri desideri per imparare a trovare nel mondo altri luoghi da chiamare casa.

Comico e poetico, tratta il rapporto con l’altro e con il mondo che ci circonda, attraverso il punto di vista di personaggi in bilico tra l’ingenuità animale e la malizia umana.

Pieno di contrasti comici il rapporto tra i due personaggi scandisce il ritmo di uno scambio concitato tra chi sa tutto del restare e chi sa tutto dell’andare fino ad arrivare ad un’inversione pacifica dei due rispettivi mondi perché ognuno dei due non si basta in assenza dell’altro.
Leit motive della storia Il
Lago dei Cigni di Tchaichovski che ne apre e ne chiude la scena.
“Nocciole del Piemonte” è uno spettacolo in grado di radicarsi in qualsiasi luogo in cui viene attuato instaurando con esso un rapporto che va di volta in volta a modificarne creativamente la drammaturgia. E’ un “impasto” fatto degli ingredienti di cui è fatta la gente e il luogo a cui si rapporta con un pizzico dell’ironia e dell’ingenuità di chi è in grado di prendersi in giro scanzonatamente.

Lo spettacolo utilizza la danza classica e il violino dal vivo oltre alla recitazione e al clown ed ha bisogno per andare in scena solo delle persone che lo agiscono e di quelle che lo guardano.

DESTINATARI

Adatto ad un pubblico di bambini e ragazzi dai 3 anni in su
Classi di scuole d’infanzia, elementari e medie
Famiglie

GENESI

“Nocciole del Piemonte” è un progetto nato durante il primo anno di attività del Collettivo Biloura (2013), quando il gruppo di artistie/i, allora residenti nella Val di Chy, si propose, all’interno di un programma di scambio artistico durato 8 mesi, di creare per la comunità locale uno spettacolo di restituzione del percorso di ricerca teatrale condotto da Anna Rita Anselmi.
Il percorso, svoltosi attraverso l’utilizzo di esercizi di teatro fisico, è iniziato con un lavoro sulle caratteristiche fisiche dell’animale per arrivare alla definizione dei personaggi ed è proseguito attraverso improvvisazioni guidate che hanno portato alla creazione della drammaturgia.
Lo spettacolo è stato presentato per la prima volta in occasione della Festa sul Lago di Val di Chy (Alpi Piemontesi) nel 2013 ed è andato in scena nella versione originaria durante il corso dello stesso anno.
Dopo qualche tempo (2018), le tre bilouriane, Anselmi, Ribero e Rottensteiner, hanno scelto di rimettere in scena lo spettacolo, animate dal desiderio di sviluppare un prodotto, denso nei contenuti e leggero nei toni, adatto alle famiglie, che portasse i più piccoli a godere del gioco scenico, ritmato e clownesco tra i personaggi, e suscitasse nei più grandi riflessioni sulle tematiche sollevate, in modo semplice e non giudicante.
A guidare le scelte fatte, sia dal punto di vista scenico che scenografico, un’attenzione costante per gli elementi di natura estetica.


Durata spettacolo: 50 minuti Fascia d’età : dai 3 anni in


SCENOGRAFIE, MUSICHE E COSTUMI
Teatro Ridotto

REGIA
Renzo Filippetti

DURATA
40 minuti di spettacolo


IL PRINCIPE DI PAMPEPATO
IL PICCOLO TEATRO DELL’INVENZIONE
Narrazione illustrata di Bettino Trevisan

domenica 10 novembre
ore 15,30 - 18,00 - Teatro del Lavoro

Alberto Zoina aa dedicato all'infanzia gran parte del suo lavoro di autore e di attore. Da tre decenni si occupa di teatro per l’infanzia, di progetti culturali e laboratori didattici per la scuola primaria. E’ autore di testi poetici e narrativi per i giovanissimi. Ha curato programmazioni teatrali per enti pubblici in Lazio, Toscana, Friuli e Abruzzo. Dal 1987 realizza spettacoli per i più piccoli, anima laboratori, collabora con insegnanti e artisti alla realizzazione di originali percorsi educativi. Dirige la sua piccola compagnia, il Teatro dell'Invenzione, e porta nei teatri, nelle scuole, nelle piazze, spettacoli che traggono alimento dalla fiaba tradizionale e da quella moderna, intrecciando memoria e sensibilità contemporanea. Cura dal 2005 le attività del Piccolo Museo delle Meraviglie, presso la Biblioteca dei Ragazzi di Chieti

Sinossi
La principessa-bambina impasta acqua di neve e mandorle ambrosine. Fa un principe tutto colorato, di zucchero e uva spina… Ma alla magica ricetta manca qualcosa: e presto cominciano i guai!
La storia bella e misteriosa del reuccio fatto a mano, tenero golem mediterraneo nato fra le pagine di Basile e migrato nelle fiabe di tutta Europa, è qui occasione di un animato gioco teatrale popolato di rime e invenzioni colorate, allegra incursione nel gran Libro delle Fiabe.


fonti e indicazioni di lettura:
G.B. Basile "Lo Cunto de li Cunti" (Pinto Smalto)
Italo Calvino “Fiabe Italiane” (il Reuccio fatto a mano)
Disponibile fiaba sonora in mp3 (“Le radiofiabe” realizzazione TDI - GoodMood)


Età consigliata: dai 3

RADICI, dai miti delle origini
TEATRO MANGIAFUOCO

domenica17 novembre
ore 15,30 - 18,00 Teatro del Lavoro

Con Paola Bassani e Patrizia Borromeo
Di Ignazio Cavarretta
Con Paola Bassani e Patrizia Borromeo
Regia Ignazio Cavarretta
Materiali di scena Paola Bassani
Scenografia Paolo Baroni e Paola Bassani
Musiche originali dal vivo Patrizia Borromeo

Com’è nato il mondo?
Abbiamo letto molti Miti di creazione, africani, indiani, esquimesi, andini, orientali cercando i legami esistenti tra la nostra cultura e le altre. In scena c’è un albero, un bonsai naturale, nato sulle rocce di una montagna, testimone di vento e pioggia che hanno sconvolto il mondo quando il sole è scomparso. Poco alla volta si svegliano gli animali addormentati fra i rami dell’albero e, aspettando che la luna ritrovi il sole, raccontano le loro storie. C’è Messer Ragno che desiderava vedere cosa ci fosse sotto le nuvole, Tene la lumaca con sulle spalle un enorme tamburo pieno di animali e piante, Tuffolo il pesce che non sapeva ancora nuotare ma era molto coraggioso e... il Carpaccio, puzzolente e dispettoso. I burattini sono costruiti con radici, legni, conchiglie e sassi levigati con piccole aggiunte di stoffa, corda, colori. Lo spettacolo si schiude come una scatola cinese, ogni frammento ne apre un altro per ricomporsi, alla fine, col ritorno del sole. La musica dal vivo, il suono dolce ed evocativo dell’arpa accompagnano la narrazione e l’animazione.

Età consigliata: dai 3 anni
Linguaggi usati: narrazione, figure di legno, materiali naturali e musica dal vivo
Convinti che le fiabe contengano una verità, abbiamo deciso di mantenere l’originalità drammaturgica che ci è stata tramandata, senza alterare gli eventi raccontati, né il finale drammatico, spesso presente nelle fiabe. Ci siamo piuttosto concentrati su come creare e inventare, usando i diversi  linguaggi a nostra disposizione, il mondo di immagini che la fiaba ci suggeriva. Per prima cosa abbiamo scelto di lavorare utilizzando tanto la narrazione quanto il dialogo diretto tra i personaggi, e abbiamo svolto un primo lavoro di adattamento della lingua da tra-scritta a parlata, con l’attenzione rivolta al pubblico dei più piccoli. La narrazione pura, legata alla tradizione del raccontastorie, ci è parsa da subito fondamentale, ma solo se inserita e frammentata dall’agire dei personaggi negli eventi della storia.

IMMAGINI dell’INTERNO 2019
XXV Festival Internazionale del Teatro di Figura Contemporaneo
terza parte domeniche ottobre/novembre 2019


SCARLATTINE TEATRO
LA VOCE DELLE COSE

PROJECT FRANCO LITUANIEN
QUARETTO MAURICE/AMALIA FRANCO LORUSSO
TEATRO RISERVA CANINI
SILVIA TORRI
TEATRO ELETTRODOMESTICO
GAL ORSOLIA
SARA CELEGHIN
CARUCCI - SOLLO - DAL POZZO
MARIELLA CARBONE

programma 21/22
giugno

TESSUTO CORPOREO
PAOLA LI VECCHI
CAVALIERI ERRANTI

MANINTASCA
COMPAGNIA DEL ROSPO ROSSO
SARA CELEGHIN

programma domenicali
ottobre/novembre


ART N/VEAU

IL PICCOLO TEATRO DELL’INVENZIONE
TEATRO RIDOTTO

TEATRO MANGIAFUOCO
KARUMI PROJECT

Il progetto Festival 2019 prevede la divisione della programmazione in due sezioni. Questo è il motivo per cui viene denominato anche “Be Tweein Projet”, espressione che contiene la contrazione e la stratificazione di due concetti Tween e Twin, traducibile in forma estesa in: progetti gemelli e artisticamente di tra-nsizione.
I motivi di tale gioco di parole, è la decisione della direzione artistico/organizzativa di scorporare le due anime del Festival Immagini dell’Interno, convissute per 24 anni e che nella venticinquesima edizione sentono la necessità di una separazione, una scelta utile a rendere chiare le differenze di fruizione, sapendo che le cornici e i contesti possono agire anche sulle linee artistiche delle produzioni.
Si sono quindi individuate le parti FUORI E DENTRO.
Fuori inteso come “spettacoli di teatro di strada”: proposta in cui l’aspetto dell’intrattenimento e “dell’intrigo” veloce,, hanno la loro preminenza, proposta rivolta ad un pubblico che vuole e sa di far parte di un evento socializzante che ingloba in se anche la cornice e il contesto in cui viene offerto, vedi la storica via Principi d’Acaja di Pinerolo, piccola città vicino a Torino, con la sua accoglienza turistica.
Il dentro riguarda quella parte in cui gli spettacoli sono ospiti di sale teatrali, dove si possono proporre progetti artistici di diversa complessità tecnica, sede in cui l’aspetto contemporaneo e multidisciplinare del teatro di figura può esprimersi al meglio.