Improvvisamente, sorprendentemente, tutti gli anni degli ultimi venticinque, una scatola teatrale, una baracca, si apre per scoprire gli irriducibili del teatro coraggioso del vuoto, dalle facce di legno con anime di carta velina e cappelli di mollica di pane.
Nel buio di quel rifugio, involucro protettore di passioni deboli, i poeti forti della contemplazione fatta d’ozio mattutino ma virtuosa nella notte, della natura falsa o altra, con le pressioni degli uni sugli altri, delle fantasie sulle fantasie, della modernità sulla tradizione, dell’essere e del non essere, srotolano il filo di un gomitolo poetico ogni volta vero e falso, che parrebbe l’unico, ancora una volta. Questo spazio vuoto che attrae le membra non nostre, ma nostre, è la cornucopia dell’invenzione, del gioco più drammaturgicamente realistico: le marionette, carne morta e spirito vivo. Crudi poeti, precisi arcieri, i marionettisti accolgono nel loro bersaglio la freccia, volando, all’inverso, fino ad essa ch’è ferma: paradossalmente, o inevitabilmente, fanno sempre centro.
un bacio… damiano

a festival that always changes
Suddenly, surprisingly, every year of the last twenty-five, a theatrical box, a shack, opens up to discover the irreducible of the courageous theater of emptiness, from the wooden faces with souls of tissue paper and bread crumbs.
In the darkness of that shelter, a protective casing of weak passions, the strong poets of contemplation made of morning idleness but virtuous in the night, of false or other nature, with the pressures of one on the other, of fantasies about fantasies, of modernity on tradition , of being and non-being, unroll the thread of a poetic ball of yarn every time true and false, which seems to be the only one, once again. This empty space that attracts the members not ours, but ours, is the cornucopia of the invention, of the most dramaturgically realistic game: the marionettes, dead flesh and lively spirit. Raw poets, precise archers, the puppeteers welcome in their target the arrow, flying, in reverse, until it stops: paradoxically, or inevitably, they always center.
a kiss ... damiano
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programma
21/22 giugno
via Principi d’Acaja
ore 21.00 - 23.30
in contemporanea
gli artisti:


TESSUTO CORPOREO
PAOLA LI VECCHI
CAVALIERI ERRANTI

MANINTASCA
COMPAGNIA DEL ROSPO ROSSO
SARA CELEGHIN

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programma 02/07
settembre

STULTIFERANAVIS
LA VOCE DELLE COSE

PROJECT FRANCO-LITUANO
QUARETTO MAURICE/AMALIA FRANCO LORUSSO
TEATRO RISERVA CANINI
SILVIA TORRI
TEATRO ELETTRODOMESTICO
GAL ORSOLIA
SARA CELEGHIN

programma domenicali
ottobre/novembre

ART N/VEAU

IL PICCOLO TEATRO DELL’INVENZIONE
TEATRO RIDOTTO

TEATRO MANGIAFUOCO
KARUMI PROJECT

Il progetto Festival 2019 prevede la divisione della programmazione in due sezioni. Questo è il motivo per cui viene denominato anche “Be Tweein Projet”, espressione che contiene la contrazione e la stratificazione di due concetti Tween e Twin, traducibile in forma estesa in: progetti gemelli e artisticamente di tra-nsizione.
I motivi di tale gioco di parole, è la decisione della direzione artistico/organizzativa di scorporare le due anime del Festival Immagini dell’Interno, convissute per 24 anni e che nella venticinquesima edizione sentono la necessità di una separazione, una scelta utile a rendere chiare le differenze di fruizione, sapendo che le cornici e i contesti possono agire anche sulle linee artistiche delle produzioni.
Si sono quindi individuate le parti FUORI E DENTRO.
Fuori inteso come “spettacoli di teatro di strada”: proposta in cui l’aspetto dell’intrattenimento e “dell’intrigo” veloce,, hanno la loro preminenza, proposta rivolta ad un pubblico che vuole e sa di far parte di un evento socializzante che ingloba in se anche la cornice e il contesto in cui viene offerto, vedi la storica via Principi d’Acaja di Pinerolo, piccola città vicino a Torino, con la sua accoglienza turistica.
Il dentro riguarda quella parte in cui gli spettacoli sono ospiti di sale teatrali, dove si possono proporre progetti artistici di diversa complessità tecnica, sede in cui l’aspetto contemporaneo e multidisciplinare del teatro di figura può esprimersi al meglio.