Teatro del Lavoro, No Sfr/Atto Secondo

http://sostieni.link/25989
https://youtu.be/UES0S4s1jao
https://youtu.be/55yWs4bP98k

Le vostre donazioni saranno trasferite sul conto della Associazione La Terra Galleggiante: IT28A0306909606100000005851.
Ogni ricevuta dei trasferimenti alla banca verrà pubblicate in una pagina dedicata sempre del sito teatrodellavoro.it, insieme ad ogni documentazione ufficiale di rendicontazione delle spese.
documentazione
Stacks Image 21

GRAZIE
per leggere gli ultimi atti

PERICOLO DI CHIUSURA PER IL CENTRO DI TEATRO DI FIGURA E DELL’ESSERE CONTEMPORANEO


Proponiamo questo progetto ambizioso per la salvaguardia e il rilancio di questo luogo che non vorremmo definire con parole banali, ma di cui possiamo vantarci per l’umanità e per l’essere referente di una comunità artistica e popolare. È un momento molto difficile e in assenza del supporto delle istituzioni, siamo costretti a chiedere aiuto concreto alle persone, al pubblico, a chi è stato parte di residenze e di programmi del festival, delle rassegne, dei concerti e di tutte le altre cose che si sono fatte in questo spazio. Preghiamo che le persone di ogni parte del mondo contribuiscano al riscatto del centro, attraverso una operazione che abbiamo chiamato 50 x 1000, ossia la ricerca di 1000 persone che, in base alle loro possibilità, siano disponibili a versare almeno un contributo di 50€. Ci sono state già molte adesioni spontanee, arrivate attraverso canali diversi. Alcune ci hanno commosso sia per la generosa entità, sia perché sappiamo quali sono le condizioni di artisti in precariato perenne e per questo li ringraziamo. Tanti altri si sono proposti perché si riconoscono nel “progetto” del Teatro del Lavoro.

QUINDI DENARO: PERCHÉ E PER FARE CHE COSA?


Innanzitutto serviranno per pagare il pregresso accumulato in questi mesi diffciili che ha determinato l'ingiuzione di sfratto con le conseguenti spese legali per l'opposizione, poi, quando si raggiungereà l'obiettivo del progetto
OPERAZIONE NO SFR/ATTO PRIMO , ci sarà l' ATTO SECONDO in cui ci dedicheremo con una sufficiente stabilità ad una progettualità intensa per far progredire il centro Teatro del Lavoro verso il panorama internazionale, mettendo a confronto le idee di tanti artisti di ogni parte del mondo, per continuare cioè quello che si è sempre fatto: dare spazio alle idee senza pregiudizi e pedigree, lasciando che la ricerca poetica sia l'unica bussola, dare gambe stabili ad un spazio/crogiuolo in cui le persone si sentano libere di immaginare, libere di provare e soprattutto di sbagliare. Un luogo dove anche  l’osmosi sia il veicolo di trasmissione della conoscenza, dove la formazione sia apprendimento anche per i docenti, dove le nuove idee non abbiano età.

Questo è stato creato in 12 anni di lavoro nel Teatro del Lavoro, ed ora c'è una ingiunzione di sfratto che come una spada di Damocle tiene in sopeso il suo futuro. Vogliamo farlo sopravvivere per continuare a tramandare questo messaggio di libera espressione dell'arte, in un momento storico che dire complicato è un eufemismo. Le istiuzioni da sole non bastano, chiediamo a tutti perciò non solo di contribuire ma di farsi voce per condividere il progetto ed arrivare all'ambizioso, ma indispesabile, obiettivo di 50 x 1000.

SI DEVE AGIRE CON URGENZA O QUESTO LUOGO RISCHIA LA SUBLIMAZIONE


Concretamente con questa richiesta cerchiamo di stabilizzare per un periodo di almeno tre anni la struttura teatrale e residenziale del Teatro del Lavoro che, ricordo, consta di una sala per 99 persone, un laboratorio di 115 mq, uno spazio ufficio/centro informatico, una foresteria per 6 eprsone con sala e cucina. Se 1000 persone aderiranno all'iniziativa con l'impegno di 50 € ( chi vuole abbreviare l’arrivo alla stabilizzazione ne può mettere tranquillamente di più ed è già successo per molti), avremo un tempo utile per continuare nel lavoro di coinvolgimento di altre persone, per stabilire contatti con enti privati e pubblici, per creare sinergie, per sviluppare un percorso artistico e di sostegno di tanti giovani lavoratori dello spettacolo che in questa pandemia hanno visto sul loro futuro chiudersi, letteralmente, il sipario.

Damiano Privitera, operaio del Teatro del Lavoro

CRONOLOGIA DELLA  SITUAZIONE DI CRISI


Dopo mesi di contatti con l'amministrazione locale, che ci apparivano dialogo ma che non si sono dimostrati tali, con il susseguirsi di ipotesi di convenzioni, mai si è immaginato di chiedere regalie, si è arrivati alla fine ad un nulla di fatto, una chiusura per ragioni di carattere oscuro.

Questa trattativa ha fatto perdere tempo utile alla parte gestionale del teatro, l'Associazione la Terra Galleggiante, un ente che ricordoamo ha investito di suo cifre a più zeri per la ristrutturazione, senza alcun aiuto istituzionale locale, regionale o nazionale. Un impegno per trasformare un vecchio magazzino in un teatro a detta di molti meravigliosamente accogliente e bene fatto, un alloggio in completo degrado in una foresteria per ospitare gli artisti, i giovani in formazione, i docenti, ecc.. tante persone che in questi dodici anni sono stati partecipi di questa ricerca teatrale che si fonde con il luogo e ne crea un'identità  riconoscibile, accreditata, una visione che ha avuto sempre un orizzonte universale nell’arte e nela comunità artistica, una finestra sul mondo della performazione e della formazione.
Su ipotesi prima enunciate e poi disattese, si è arenata quidni ogni concretezza di appoggio/convenzione dell’ente pubblico locale, oltretutto in un momento di crisi epocale come quella che si è vissuta e che ancora si sta vivendo con il Covid-19. Naturalmente non si mette in discussione l'indipendenza delle scelte politiche ma dei contenuti si;  non c'è stata una riflessione che andasse a superare la questione privato/pubblico, quando questa, per quanto concerne il Teatro del Lavoro, nel contesto cittadino, è superata dalla realtà. In Italia da vari soggetti e parti sociali viene richiesto un intervento pubblico in una visione di progresso per salvare il tessuto connettivo della cultura ad ogni livello, locale e nazionale, privato o pubblico che sia, naturalmente nelle possibilità e nelle dimensioni di ogni ente.

QUESTO È LO STATO DELLE COSE

Stacks Image 28
Stacks Image 31
Il Lavoro del Teatro del Lavoro

Il Teatro del Lavoro nasce a Pinerolo nell’anno 2007 su iniziativa dell’associazione La Terra Galleggiante, progetto che ha avuto l’intento di creare a Pinerolo uno spazio dedicato al Teatro di Figura unico in Italia.
Il successo del lavoro organizzativo dell’Associazione La Terra Galleggiante e quello artistico del Teatro Alegre aveva convinto i suoi componenti della necessità di una sede autonoma adeguata all’espansione di quest’arte in ambito contemporaneo.
Grazie alla lungimiranza, la perseveranza e l’investimento economico dell’associazione, (80.000 €, più l’impegno di un anno per lavori di ristrutturazione di alcuni soci volontari) i locali storici nel centro di Pinerolo, utilizzati nel passato come magazzino di materiale elettrico, in disuso da decenni e in completo stato di abbandono, vengono trasformati in uno spazio teatrale adeguato e rispettoso delle necessità di produzione e di presentazione artistica di questo tipo di teatro: nasce così il Teatro del Lavoro, dove per dodici anni sono transitate compagnie teatrali, danzatori, musicisti e artisti come ospiti e protagonisti delle eccellenze nazionali ed europee.
Il progetto culturale di fondo, per una città di provincia come Pinerolo assumeva quindi una fisionomia unica e dotata di una fortissima identità, con una forza di rappresentanza del linguaggio “Teatro di Figura” che si proiettava dal territorio locale a quello regionale, nazionale e internazionale.

Si può immaginare perciò di attuare un piano di conservazione della struttura Teatro del Lavoro? Forse attraverso un nuovo impianto gestionale in cui altri soggetti possano entrarne a far parte e intervengano in modalità responsabilizzata, con l’obiettivo e la determinazione di rilanciare un nuovo progetto pur mantenendo le linee guida originali ma coadiuvandolo con nuove idee e nuove opportunità.
Crediamo ad un suo futuro, un divenire in cui si attraversino ipotesi di collaborazioni pubbliche e private, un progetto in cui si possa pensare ad una riconversione che salvi la questione artistico/sociale.

Dopo dodici anni di attività, si constata che questo tipo di gestione non è più sufficiente a far continuare la strada intrapresa; sono necessari impulsi rinnovatori, energie nuove per mantenere in vita questa identità acquisita nel tempo.
Il Teatro di Figura, la Musica Classica Contemporanea, il Teatro Ragazzi, l’Art Therapy, il Teatro Sociale, la Danza Contemporanea sono state protagonisti negli organigrammi programmatici del Teatro del Lavoro, rendendo il settore spettacolo dal vivo un’attività immaginabile, non utopica e, sebbene con le molte e conosciute criticità, produttiva e con realistiche ripercussioni economiche.
Diventa difficilmente immaginabile e non beneaugurante un progetto culturale nato a Pinerolo che lasci naufragare un tale idea di uno spazio che ha integrato l’idealità di un’iniziativa privata con il senso pubblico, esempio e indirizzo che dovrebbe essere parte non secondaria del sistema culturale di una città che guarda con ambizione al futuro.

Venite, siamo pronti ad accogliere ogni idea, ogni spunto, ogni buona volontà perché si eviti che questo spazio, non solo teatrale, chiuda.

Damiano Privitera