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XXVII Festival Immagini dell’Interno 2021
Ibridazione, Irrealtà
 

Il progetto Festival 2021 si dipana tra Ibridazione e irrealtà comprende varie attività: tutte queste nascono da un presupposto artistico che nell’arco di un trentennio la direzione ha sedimentato in un orientamento, consapevole, verso un’innovazione del teatro di figura che non fosse solo una parola usata nella consuetudine di una  contemporaneità didascalica.
Sebbene questa contemporaneità debba essere per sua natura sempre in stato d’instabilità e di ricerca continua e senza alcuna intenzione ad ergersi ad assioma, prima di elencare le declinazioni operative del progetto, vogliamo fare chiarezza sulla questione poetica e su ciò che spinge l’azione degli artisti, e di chi organizza, verso i lidi della sperimentazione: sperimentazione intesa come momento vissuto nell’esperienza.
Questa è la riflessione a tutto campo, che può aprire all’evoluzione verso legami con le altre arti, con consapevolezza dell’identità di cui si è portatori. Ne sono esempio la danza contemporanea, dove i danzatori sono come marionettisti di se stessi e costruttori del proprio danzare, la pittura e l’arte contemporanea, luoghi in cui la materialità ha assunto protagonismi assoluti; marionette e terapia, dove si superano i concetti di spazialità diversi  dell’unicità teatrale, ecc.. 
Probabilmente tutte le arti e tanti settori di relazione hanno elementi di trasfigurazione più o meno traslata, che nella metafisica del dramma scenico, trasformano ciò che non si vede in ciò che succede realmente. Nel Teatro di Figura moderno tutte le arti si trovano su un terreno comune, campo dove possono dialogare per ragioni evolutive in libertà e indipendenti l’una dall’altra, ma nello stesso tempo confluenti, senza perderne la propria natura.

 
Una particolarità dell’edizione 2021 è la programmazione estesa che si dispiega in due direttrici principali: la prima in senso tempistico e cronologico, con una diluizione nel lungo periodo evitando una concentrazione di eventi che, in una situazione ancora disequilibrata e incerta per il fattore pandemico, potrebbe creare criticità non solo organizzative. Sicuramente una “lentezza” nell’estendersi della programmazione può facilitare una fruizione consapevole e più mirata da parte del pubblico.
La seconda direttrice si intraprenderà, novità in un territorio provinciale e di bacino d’utenza “limitato”, è quello della programmazione ripetuta per due o tre sere consecutive degli stessi spettacoli. Questa proposta vuole essere un segnale per un teatro d’approfondimento, in cui anche gli artisti vivano il momento “ rappresentazione” non come un mordi e fuggi di carattere superficiale con venature consumistiche. 
 
Anche la scelta in molte occasioni di far precedere alla rappresentazione una residenza, va in questa direzione, ed è l’eredita “benefica” dell’anno 2020, un periodo in cui ci si è dovuti inventare una nuova modalità di fruizione e di impegno artistico.
Che sia in streaming o live, crediamo che la fase produttiva sia, per una manifestazione e per un territorio, altrettanto importante come quella della rappresentazione. Valorizzare il lavoro degli attori e dei lavoratori dello spettacolo è sempre stato il primo degli obiettivi di questo festival; la fase divulgativa può avvenire anche per relazione osmotica con il territorio se si assumono ritmi meno frenetici, ritmi che, come si è visto, possono essere messi in discussione da uno tra i più piccoli esseri viventi (o quasi): il virus.
 
Nella nostra analisi dello stato delle cose nel campo della fruizione, abbiamo la percezione che ci sia un tessuto culturale da ricostruire, riprendere relazioni con le persone e le loro abitudini, consuetudini sconvolte da ciò che è accaduto dal distacco forzato di questi ultimi mesi. I legami, già abbastanza esili con la fruizione dal vivo dell’arte teatrale, nell’interruzione sono diventati forse non evanescenti ma sicuramente incerti: si brancola, in certo senso, nel buio. 
Come dicevamo, quindi puntiamo sulla resilienza del settore attraverso la capacità degli artisti di continuare i loro percorsi integrando ed adattandosi a tutte le problematiche. 
Fare di NECESSITÀ VIRTÙ, questo motto è ciò che la saggezza popolare ci ha tramandato per esperienza, e questo sarà il nostro intento